Scimmie del Quarto Reich

Se il comico è il tragico visto di spalle, Il farsesco è il sesso anale tra i due alla fine della serata. Scimmie del Quarto Reich: Una parata di scimmie naziste che esplodono nella vostra corteccia cerebrale. – Woland

La Zattera delle Meduse.

[Fruscio del sipario che si apre mescolato a brezza marina. Rumore di onde in crescendo. Imprecazioni sparse. Una zattera improvvisata composta di tronchi di abete, brandelli di carta, pezzi di vetro e corna di bue bascula nella tempesta. A bordo, una pletora indistinta di tripponi diafani e agglutinati, flaccidi e gelatinosi, quasi trasparenti, gnaùla maledizioni in un idioma indoeuropeo spurio e difficilmente comprensibile] MATTEO SALVINI: Pòta. ROBERTO MARONI: Tel chi el tempestùn, va là. Lo sapevo che alla fine. MATTEO SALVINI: Ma «alla fine» cosa. Ne usciremo indenni. ROBERTO MARONI: ...Come ne usciremo? MATTEO SALVINI: Scusa. Ne usciremo a cazzo [...]

2013-10-04T19:45:39+00:00 04/10/2013|Scimmie del Quarto Reich, Wunderkammer|

Regat in pace.

[Sipario - luminescenza grigiastra, sfarfallìo, bagliore, rendering e infine anchor-woman]   Buonasera. Come annunciato, dopo una lunga e faticosa maratona di dichiarazioni, smentite, conferme, chiose, glosse, pareri, nuove smentite che hanno confermato precedenti incertezze, ci colleghiamo ora in diretta con il nostro inviato a Palazzo Grazioli, da dove sta per uscire l'ex-premier Silvio Berlusconi, il quale parlerà alle ore 12:30 dal palco allestito sul Campidoglio e - come già annunciato - confermerà la sua ferma intenzione di ricandidarsi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Giangianni Cristosanto sta seguendo lo svolgimento di uno degli eventi più attesi della stagione politica. Ci [...]

2013-09-06T01:43:08+00:00 06/09/2013|Scimmie del Quarto Reich|

Le Nuvole.

(Il pubblico si siede in sala. Le sedie sono particolarmente scomode, l'illuminazione è fioca e discontinua, le contrazioni di molte narici e le seguenti smorfie accartocciate evidenziano la presenza di uno scolo fognario probabilmente rotto. Gli orchestrali prendono posto, ma il taglio dei fondi al teatro ha fatto sì che non ci siano molti strumenti disponibili. La maggior parte dei musicisti si accorda le ginocchia e i polpastrelli, altri scuotono delle lattine mentre altri ancora fanno suoni con la lingua. Il sipario si apre. Un vecchio e un giovane stanno camminando sulle assi del palco) STREPSIADE: Ahaha. FIDIPPIDE: Sì, e [...]

2012-11-15T03:08:03+00:00 15/11/2012|Scimmie del Quarto Reich|

Non è tanto.

(Rumore di fondo indistinguibile. Clangori, clamori, clamidie (possono far rumore) (sì che possono) (ah, tacete). Il sipario è ancora chiuso. Gli attori sono in ritardo. Si cominciano a distinguire fruscii, poi urletti e financo canzoni melense dai testi lunari. Dal sipario escono formicolando alcune truppe di scout che si dispongono sui lati della cavea. Tra i mormorii stufi del pubblico, il sipario si apre. Alcuni uomini barbuti in toga stanno mangiando cinese da asporto in contenitori d'alluminio seduti su pile di giornali vecchi. Compunti signori in abbigliamento anni '50 e '60 analizzano cose scritte in caratteri minuscoli. Altri portano vestiti [...]

2012-09-23T05:23:45+00:00 23/09/2012|Scimmie del Quarto Reich|

Cinquanta sfumature di spazzola prima di inginocchiarsi nel tramonto.

(Una cortina di velluto rosa si staglia davanti allo sguardo degli spettatori. La superficie comincia ad agitarsi sui lati, mentre sembra che una massa informe stia tentando di farsi strada verso l'esterno, gonfiando in più punti il pacchianissimo tessuto. Raggiunto il centro, la massa riesce ad aprirsi un varco e a sporgersi attraverso il taglio verticale. Una disgustosa sfera violacea con un buco al centro fa capolino, immobilizzandosi come a osservare il pubblico. Con uno scatto, si tira indietro facendo sbuffare il sipario, che si apre. Il gigantesco e ovvio pene, sentendosi scoperto, corre dietro le quinte, coprendosi con le [...]

2012-08-29T03:45:43+00:00 29/08/2012|Scimmie del Quarto Reich|

L’inettitudine del minimo comune multiplo.

(Un colpo di vento apre il sipario. In un giardino superficialmente splendido, adorno di gerani e cespugli di mirto, disseminato di pot-pourri à la japonais (misteriosi accrocchi di pietre levigate), una donna dai vestiti pretenziosi dondola la testa seduta su una poltroncina bianca. Lambisce con le dita le foglie di un albero e scandisce versi poetici.) DONNA: “Jezebel, Betsabea/ In un turbine nuovo/ Riscopro farfalle/ Il flusso si interrompe al vertice dei sogni/ Il sangue/ Il sangue/ Il sangue mi manca/ La testa se ne va libera/ Guscio di noce/ Verso l'oblio”. (Dietro di lei, a passi misurati, si avvicina [...]

2012-07-05T20:45:26+00:00 05/07/2012|Scimmie del Quarto Reich|

¿Quién puede matar a un hidalgo?

(Il sipario si apre su un paesaggio lunare, una radura semidesertica battuta da brezze fetide e permeata dal lezzo delle carcasse. L'aria è una muraglia di sudore nebulizzato, l'atmosfera è grave e opprimente. Banali cactus e banali avvoltoi arricchiscono questo banale teatro naturale. I disgustosi volatili saprofagi scacacciano sui cactus con un'espressione tanto vuota e deprimente da ricordare un'uscita omofoba di Fioroni. La bruma si apre leggermente al passaggio di due figure, una che procede a cavallo e l'altra a piedi, a fianco della prima. Il cavallo ha un'andatura zoppicante ed emette versi disgustosi. Le figure, ancora in ombra nella [...]

2012-06-21T12:00:45+00:00 21/06/2012|Scimmie del Quarto Reich|

Il teatro del mondo.

(Buio. Scena completamente buia. Silenzio. Dopo qualche secondo, si sente un fruscio, dapprima tenue, poi sempre più insistito. Cominciano a sentirsi flebili mugolii e sospiri, subito seguiti da un ritmico schiaffeggiare acquoso. Una voce interrompe il crescendo sonoro.) VOCE: Mamma. (Una vecchia lampadina dalla luce traballante si accende di colpo sulla scena rivelando in penombra il profilo pallido di due uomini, una donna e tre bambini (due maschi e una femmina), vestiti di stracci, seduti attorno a una tavola poveramente imbandita.) MADRE: Che c'è, Giovanni? GIOVANNI: Renzo mi tocca. MADRE: Renzo, non toccare tuo fratello. RENZO: Chi è mia madre? [...]

2012-06-07T14:00:45+00:00 07/06/2012|Scimmie del Quarto Reich|

Sous le pont d’Avignon.

(Francia, Avignone, Place du Palais. Un umile messo in tunica corre trafelato tagliando diagonalmente la piazza e scompare nel buio della grande porta del castello dei papi. Frettolosamente annunciato da una guardia ubriaca che gli sputa sui sandali, viene accompagnato alla sala da pranzo, dove il papa Benedetto X sta petìdejeunando con una folta schiera di commensali, tra i quali figurano elementi di spicco della comunità internazionale.) MESSO PAPALE: Mi duole sommamente interromperla, Vostra Santità, luce divina, sovrano della fede Benedetto decimo, che il Signore vegli su d... COMMENSALI: Madonna, che leccaculo. BENEDETTO X: In effetti. Che vuoi, coso? COMMENSALI: [...]

2012-05-31T11:00:08+00:00 31/05/2012|Scimmie del Quarto Reich|

Dall’Alpi alla Sicilia, da qualche parte c’è Legnano.

(È una mattina fredda. Una nebbia melmosa avvolge una brulla pianura dell'Italia settentrionale. Nell'aria c'è odore di zuppa di verdure marce, merda di cavallo e palude. Una figura avvolta in un mantello lacero, con uno spadone al fianco, si trascina stancamente verso un capannello di uomini. La nebbia impedisce di scorgere i lineamenti degli astanti, ma si capisce che si tratta di soldati che confabulano, sputano per terra e si lasciano andare a moti intestinali.) ALBERTO DA GIUSSANO: Ma che cazzo fate? È tardi. SOLDATO 1: Non si vede? Rimettiamo l'anima. SOLDATO 2: Io l'avevo detto alla Luisa che il [...]

2012-05-17T13:14:56+00:00 17/05/2012|Scimmie del Quarto Reich|