“Il corpo del Salvatore, che è ostia farinacea,
la cui vera sostanza è sangue e sacrificio,
trascende la materia comune
ed è da porsi tra gli enti che indubitabilmente
vanno cotti al forno, a fuoco lento”.

Sant’Agostino, Confessioni, X, 41

(SPOILER: questo pezzo prende in giro la religione cattolica, più o meno. Per molto tempo sono andato a messa, ho fatto un’ora di religione a settimana a scuola, sono andato a catechismo, ho almeno tre – anzi quattro, c’è pure la confessione giusto? – sacramenti sulle spalle, ricevuti con quella leggerezza con cui si fanno certe cose quando sono la norma, quando le fanno tutti, e quindi, essendo cresciuto in un mondo pregno di cattolicesimo, avrò pure il sacrosanto diritto di prenderlo per il culo o no?)
[promemoria: cancellare questa premessa]
[anzi no, tenerla e cambiare solo il nome della religione per prossimi pezzi]

La religione non è la fede. La religione va in frigo.

Non so, forse vi aspettavate davvero delle ricette e adesso siete lì a pensare se andarvene (ma lasciate un like prima! non vi costa niente! o una donazione con PayPal [non c’è alcun pulsante PayPal, di che parli?]). Comunque adesso per tenervi incollati alla pagina metto una ricetta sul serio:

Corpo di cristo alla levantina

250 gr di corpo di cristo
aglio, cipolla, sedano QB (quantum bit)
un bicchiere di vino bianco
un’aringa
50 gr di burro
noce moscovita
cumino, timo, dragoncello, prossona
un biglietto di Italo invecchiato almeno 3 mesi
Franco Battiato

Bevete subito il bicchiere di vino bianco, che a stomaco vuoto funziona meglio, e cominciate tagliando a strisce non troppo grandi il corpo di cristo (occhio alle spine!). Se all’improvviso irrompe l’inquisizione spagnola, tranquilli, siete in uno sketch dei Monty Python, beati voi. In una padella precedentemente costruita ponete aglio, cipolla e sedano e fateli soffrire [sarà soffriggere?][no, anche le piante soffrono, GO BREATHARIANS!!] insieme al burro. Aggiungete la noce moscovita e procuratevi dell’altro vino: bevetene parecchio e nel rimanente mettete a montanare l’aringa. Quando l’aglio avrà il colore delle camicie nazionalsocialiste, aggiungete il corpo di cristo, facendovi il segno del croissant. Nel frattempo (cioè mentre si brucia tutto), prendete Franco Battiato e fatevi fare un autografo sul biglietto di Italo, poi consigliategli un kebabbaro e salutatelo. Aggiungete l’aringa alla lista delle cose che non mangerete mai più e gettatela nella plastica per sfregio agli ambientalisti. Quando l’arcangelo Gabriele comparirà per annunciarvi la fine della cottura, togliete la pentola dal fuoco e impiattate il corpo di cristo su un tappeto di cumino, timo e dragoncello. Cospargetelo dall’alto di prossona, tanta prossona e servite surgelato.

(qui mettere una foto di Piergiorgio Odifreddi; meglio se su un monopattino)

All’imbrunire il treno si fermò. In mezzo al nulla, si sarebbe detto, guardando dalla piccola apertura in alto del carro merci. Era freddissimo, molti di noi tremavano visibilmente. L’anziano Joseph, seduto appoggiato alla parete di fondo, era immobile. Pensavamo dormisse. Chissà da quante ore era morto. La locomotiva esplose in in un fischio prolungato e il treno si mosse, verso la sua infernale destinazione.
[ma che cazzo c’entra?][non ti vergogni a chiederlo? bisogna sempre onorare la memoria. Sarai mica negazionista?][ma quale negazionista, che c’entra?! Lasciamo stare]

Vogliamo (volete)(vogliono) una religione più calata nella nostra società, che sia noi quarantenni al potere [questa poi me la spieghi] che i giovani col 3G nel senso di gggiovani si possa accogliere senza tante difficoltà. Se ti chiedo un gesushi, a me il corpo di cristo sta benissimo, ma non puoi cuocermelo. Le fiamme dell’inferno sono fredde, dicono, usa quelle, se proprio devi. Vienimi incontro, ma non addosso, dammi un menu che sia ben comprensibile, dividi i peccati per macrosettori, non farmi pregare il cameriere di portare il cestino col pane moltiplicato, perché il discorso della montagna certo sarà stato interessante, ma santo cielo la prossima volta fallo nella sala parrocchiale che c’è pure parcheggio e gli anziani ci vengono. L’elitarismo non ha mai portato lontano, come la Smart. O comunque ci vuole un bel coraggio.

Non chiedetemi il flusso di coscienza, che c’è il fermo pesca. E se altrove ve lo danno lo prendono in Spagna. Ecccerto, non lo sapevate?

(promemoria: riprendere a leggere l’Ulisse di Joyce. Stavo verso 200 mi pare)

Com’era quella battuta ne La vita è bella?, dio ci cameriera ma non è certo un cameriere? Adesso mi sfugge.

(scena per un eventuale seguito de La grande bellezza)(quelli che hanno il piercing sulla punta della lingua, ogni volta che non gli viene un nome, alla fine dicono sempre “piercing!”, e tutti li portano per il culo)
[non mi pare questo granché][perché, la scena in cui la santa dice Lo sa perché mangio solo radici? Perché le radici sono importanti, ti pare molto meglio? Lascia fare, conosco i miei volatili affetti da influenza pandemica]

Nell’Ultima cena di Leonardo, questa cosa che stanno tutti seduti dalla stessa parte del tavolo dà fastidio solo a me?

A questo punto fai una roba a buffet.
[sconcerto registrato. Tipo un Oooh]

Comunque gira voce che Giuda abbia pagato per Pietro. Ma non fatemi parlare.
(ah, una cosa: a tavola la spada va a destra del piatto)

Col corpo di cristo i contorni migliori sono: patate arrosto, erbe strascinate. L’insalata è buddista non ve la passano. Dalai Lama: Lama è il nick.
(questa bisognava metterla dopo quella di pietro e la spada. Spada-Lama, ci stava)[vergognati][ehi, questo pezzo è gratis, è normale che sia brutto]

Fine.

Poi, altri appunti che avevo preso per il pezzo e non ho usato sono: microonde, mastica con accanimento, Prodi.

Io lo so che di tutto questo l’unica cosa che vi è rimasta in mente è: che cazzo è la prossona?

[artwork by aMusoDuro]