Grillo, Grappa e Olio di Ricino.

Grillo, Grappa e Olio di Ricino.

A cosa pensate se qualcuno vi dice che Grillo e il Movimento 5 Stelle sono fascisti? Pensate forse a Bersani quando gli diede del fascista del web? Pensate alla traversata a nuoto dello stretto di Messina? Pensate a come sono stati cacciati il dissidente Giovanni Favia e l’appariscente Federica Salsi? Pensate al suo ormai celebre motto: “Chi mi crede un antidemocratico prende e va fuori dalle palle”? Pensate alle tirate esterofobe, come quelle sulla Germania? Pensate al suo parere negativo verso il voto e la cittadinanza agli immigrati? Pensate alla mania di cambiare il vocabolario di uso corrente? Pensate al fatto che parli di una campagna elettorale come di una guerra? Pensate alla sua apertura a CasaPound? Pensate alla sua intuizione “Senza di noi in Italia ci sarebbero quelli di Alba Dorata”? Pensate al suo libro Siamo in Guerra, il cui titolo vagamente ricorda La Mia Guerra di Adolfo Itlero? Pensate al neofascismo manifesto o malcelato di molti dei suoi seguaci? Pensate al suo linguaggio simile, ai suoi discorsi simili, al suo simile rispondere alle critiche?

Fate bene, ma… mi spiace: non è violento. Sì ma i suoi seguaci… Ma non sono violenti. Sì ma quello che dicono… Ma non organizzano spedizioni punitive. Sì vabbé ma… Ma sono contro la guerra. Sì ma… Ma il cazzo. Grillo non è fascista. Non è fascista perché non propugna un’Italia superpotenza in nome di una storia leggendaria. Grillo non è fascista perché non formula un immaginario attorno al mito del soldato. Grillo non è fascista perché non si schiera apertamente contro altre forme rivoluzionarie proponendosi di abbatterle. Grillo non è fascista perché non titilla l’idea dell’italiano come essere umano superiore. Grillo non è fascista perché il suo movimento non si identifica con una divisa che punzecchia la pelle né con un saluto ridicolo poco indicato agli artritici. Grillo non è fascista perché non è uno strenuo difensore di valori tradizionali legati all’uomo che lavora, alla donna che sta a casa, al bambino che va indottrinato. Beppe Grillo non è Benito Mussolini. È un unicum, paragonarlo ha senso solo fino a un certo punto, ovvero quello che arriva allo spauracchio del fascismo. Non tanto diverso da “la fine della Grecia”. Fatevene una ragione.

Grillo e il Movimento 5 Stelle, infatti, sono altro. O meglio, sono oltre. O meglio ancora sono ultra. Grillo e il Movimento 5 Stelle sono un fascismo privo della violenza, dell’imperialismo, del mito della razza, e dei luoghi comuni che lo hanno caratterizzato e che lo rendono tanto divertente dallo schifo che suscita. È un fascismo ripulito. È un fascismo che non va in guerra, è un fascismo che non fa le leggi razziali, è un fascismo che non colonizza l’Abissinia e l’Etiopia. È un fascismo che non si allea con Hitler. Ovvero è un fascismo che evita quelli che i fascisti di oggi considerano gli errori del fascismo. Il Movimento 5 Stelle è un distillato di fascismo. Un’essenza, un profumo, una sintesi di laboratorio. Ed è per questo che Beppe Grillo è l’unico vero protagonista del Breaking Bad italiano da 8 stagioni.

C’è il leaderismo, c’è il qualunquismo, c’è il populismo, c’è la violenza verbale, c’è il protezionismo, c’è il complottismo. Insomma ce n’è, non avete particolari colpe a confonderlo e a paragonarlo. Ma non è il fascismo. È di più e di meno allo stesso tempo, less is more: è il fascino del fascismo. Per questo il Movimento 5 Stelle rivela dove si trovino i fascisti di oggi. Li trova fra noi. Li stana, li incita, li smuove. È un fascismo nonviolento. È un fascismo che sa usare internet. È un fascismo di cui potresti parlare a cena. È un fascismo senza Matteotti. È un fascismo senza Starace e senza altri gerarchi e potestà. È un fascismo senza la Repubblica Sociale. È un fascismo senza la Grecia e l’Albania. È un fascismo senza la guerra civile, le rappresaglie, la vergogna della fuga, gli anni di merda, gli anni di piombo, Ordine Nuovo, Pino Rauti, i Campi Hobbit, Giorgio Almirante, la svolta di Fiuggi, le tette della Mussolini, il pacco di Fini, lo sguardo di Gasparri, gli zoccoli di La Russa… un fascismo con l’ebook ma senza moschetto… Cazzo! É un fascismo perfetto! Per questo piace e piacerà sicuramente a tutti quelli che magari sopra sopra sono un po’ critici col fascismo, ma sotto sotto, i treni in orario, nessuno moriva di fame e stronzate simili. Ma nemmeno questo basta a renderlo effettivamente fascista.

Provate a ripeterlo, sentite come suona, provate a vedere se da un certo punto di vista questa frase vi può sviluppare nella mente nuovi e indecifrati scenari: “Il Movimento 5 Stelle non è il fascismo”, “Grillo non è Mussolini”. Per ora. Poi si vedrà, magari se un giorno prendesse il potere potrebbe anche peggiorare ulteriormente. Scusate, senza potrebbe. Sicuro come la morte. Non vedo l’ora di sentire i reduci di questi anni, di questo web-fottuto-nam, quando il Movimento prenderà il potere. Si sentirà parlare del tradimento dello spirito originario dei Meetup. Della discesa a compromessi e dell’esagerazione. Del lasciarsi prendere la mano. Dell’essere vanitosi. Dell’essere però anche dopo tutto umani. Il potere logora chi ce l’ha. Finché un giorno, dopo che anche l’avatar di Grillo verrà rovesciato, qualcuno dirà: il Movimento 5 Stelle era una cosa buona per l’Italia, Grillo ha solo sbagliato a fidarsi di Casaleggio. E così, la storia che non risparmia, la storia che ricicla, prenderà questo fascismo biodegradabile e lo restituirà alla terra, a concimarne altri di fascismi, sempre perversi, sempre nuovi.

2013-02-22T02:30:09+00:00 22/02/2013|Post|